RAGAZZA UCCISA A LULA: MONS. MELONI (VESCOVO DI NUORO), FERMARE “L’EFFERATEZZA DELLA VIOLENZA”

” “”Che cosa possiamo fare perché guarisca nella nostra terra l’efferatezza della violenza?”. E’ questa, secondo mons. Pietro Meloni, vescovo di Nuoro, la domanda da porsi all’indomani dell’assassinio di Luisa Manfredi, la ragazza quattordicenne figlia di Matteo Boe, uccisa ieri a Lula (in Barbagia) a colpi di fucilate, mentre era affacciata alla finestra. “L’unanime solidarietà e vicinanza della gente – prosegue il vescovo – è il segno di un affetto che desidera essere più forte dell’ombra della morte. Noi adulti, genitori, educatori, politici, dobbiamo aiutarle i giovani a custodire la fiducia nella vita, nella famiglia e nella società. Le persone che amano la vita debbono testimoniare agli uomini che seminano crudelmente la morte che la vita è il più grande dono di Dio”. Quella che, in sintesi, auspica mons. Meloni è “una pedagogia preventiva, che elimini la possibilità di passare dalla violenza dei pensieri alla violenza delle armi”. Ricominciando dalla famiglia, e dalla consapevolezza che “non servono solo le parole sui buoni principi, servono modelli per guidare i giovani nella ricerca della bontà, per coltivare questa sensibilità istintiva che i giovani hanno nel profondo”. “Se i ragazzi non trovano modelli di bontà – conclude il vescovo – rischiano di seguire come loro idoli i modelli della violenza. E forse un insegnamento chiaro può anche venire dagli stessi giovani, da quelli che hanno una personalità matura. Come era quella di Luisa, che rendeva attraente il valore dell’amicizia con tutti, amicizia che diventa gioia di vivere e simpatia pura”.