” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – È vero: l’escalation degli attacchi terroristici delle scorse settimane ha lasciato nella percezione diffusa della gente una sensazione nuova: la consapevolezza di essere in qualche modo nel mirino di una minaccia senza volto. Ma non ne risulta una sensazione di insicurezza o peggio di timore diffuso.
” “Sembra invece emergere nel popolo italiano una consapevolezza, una determinazione ed una serenità che sono state assai bene interpretate nell’omelia del cardinal Ruini alle solenni esequie delle vittime di Nassirya. È stata quella una pagina della nostra storia recente che nessuno dimenticherà.
” “La grande partecipazione di popolo, l’eco che quella cerimonia ha avuto e continua ad avere tra la gente, radica la certezza che, pur essendo anche l’Italia a rischio di attacco, come ci informano non solo i proclami del terrore, ma anche i responsabili della sicurezza, gli italiani non solo accettano la sfida, ma la rilanciano in un convinto impegno per costruire invece una pace vera, un sistema di relazioni internazionali che sia in grado di eliminare qualsiasi minaccia terroristica, dando concrete risposte di stabilità e di sviluppo.
” “Questi due capisaldi sono alla base di un rilancio del sentimento di appartenenza e di identità nazionale che può rappresentare oggi e nel prossimo futuro una risorsa importante. Perché proprio l’entità della sfida è notevole e il nostro Paese è forse più che mai chiamato in prospettiva ad un ruolo di iniziativa su diversi fronti. Si tratta in primo luogo di rilanciare definitivamente il quadro di collaborazione occidentale, superando un anno di conflitti e incomprensioni. Essendo fuori discussione per tutti una lotta senza quartiere al terrorismo internazionale, si tratta di trovarne le forme più efficaci, anche attraverso un bilancio realistico degli ultimi dodici mesi, correggendo ove necessario metodi e obiettivi. Per questo è necessaria una capacità europea di iniziativa e di partnership, oltre gli schemi che hanno invece confermato tutti i limiti strategici dell’Unione. Iniziativa verso gli Stati Uniti, iniziativa verso l’Europa, iniziativa infine verso i paesi arabi ed Israele: non può che passare anche da questo terzo pilastro una autentica possibilità di dare risposte strutturali e non semplicemente di emergenza alla sfida di questo momento storico.
” “Certo l’Italia è un paese medio-piccolo e non bisogna sopravvalutarne le possibilità: tuttavia un’opinione pubblica unita e consapevole, una nuova e profonda forma di unità nazionale, potrebbe costituire un inedito e potente fattore di spinta, un elemento risolutivo per accettare questa sfida e riuscire a vincerla, costruendo così nuove prospettive di sviluppo di civilità.
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