DOPING: CHIAROTTI (CATTOLICA), UN FENOMENO “ALLARMANTE”, PIÙ “CONTROLLO” NON SOLO “AL VERTICE”

” “Un fenomeno “antico e sommerso”, “allarmante” perché “in rapida diffusione” non solo tra gli “atleti di vertice”, ma anche tra gli sportivi “amatoriali”, il 2% dei quali (pari a circa 200 mila persone su quasi 10 milioni di tesserati) già ora risulta “positivo” ai controlli. E’ l’analisi del “doping” fornita oggi da Marcello Chiarotti, docente di tossicologia forense all’Università Cattolica, nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico della sede di Roma e del Policlinico Gemelli. “I laboratori antidoping accreditati – ha informato il relatore – producono dati non ancora sufficienti a documentare l’ampiezza del fenomeno a causa dell’esiguo numero di atleti testati, che rappresentano una minima campionatura, limitata di fatto ai soli atleti di vertice, a fronte di una popolazione di decine di milioni di individui dediti a pratiche sportive a livello amatoriale”. La repressione del doping, ha precisato Chiarotti, è del resto un’attività “relativamente recente”, iniziata nella seconda metà degli anni ’60 proprio con l’avvio dei controlli di laboratorio. Una certa “mistica della vittoria”, le “interessi” e le “pressioni ambientali” del sistema economico sportivo, la “facile reperibilità” di specialità medicinali e sostanze ad effetto dopante: questi, secondo l’esperto, alcuni fattori che facilitano la diffusione del doping, frutto anche della “confidenza nell’uso dei farmaci” accompagnata dall'”ignoranza dei possibili rischi di danno alla salute”, ormai “accertati” e “talvolta letali”. Senza contare, ha informato Chiarotti, che il “mercato” del doping possiede una “tipologia” analoga al mercato clandestino delle droghe, con la “capillare commercializzazione di farmaci e sostanze” dopanti anche attraverso Internet” e “l’elevato e crescente profitto di organizzazioni criminali coinvolte nel traffico clandestino”.