” “Anche se in Italia la “diminuzione globale” del clero è pari circa al 24%, ed in alcune regioni “toccherà il 40%”, la crisi delle vocazioni non è tale da “gettare dello sconforto”, ma anzi è “assorbibile” e, se confrontata con la situazione di altri Paesi “latini”, dimostra che l’Italia “non è in difficoltà” nel “mantenimento di un’immagine popolare di Chiesa”, che nei prossimi vent’anni verrà portata avanti “da preti molto più giovani e più stranieri”, visto l’aumento delle persone immigrate che caratterizza lo scenario italiano. E’ il “quadro” dei preti “in servizio” in Italia così come è stato delineato da mons. Giuseppe Betori, segretario generale della Cei, nel corso della prima conferenza stampa della 52a Assemblea generale dei vescovi italiani, in corso ad Assisi fino al 20 novembre. Commentando i dati di una comunicazione del sociologo Luca Diotallevi, distribuita oggi ai 250 vescovi presenti, Betori ha sottolineato che “non stiamo andando verso una Chiesa che ridimensiona i suoi impegni perché non ha più il suo ‘personale’, o le guide tradizionali delle sue comunità. La fiducia c’è, e rimane forte”, anche all’interno del “processo di cambiamento” dovuta alla sempre più massiccia presenza di immigrati nel nostro Paese. “La diminuzione del clero – ha aggiunto il segretario generale della Cei riferendo del dibattito odierno tra i vescovi – comporta una molteplicità di impegni anche fuori dalla parrocchia”: di qui la “gratitudine” della Chiesa italiana nei confronti dei parroci, troppo spesso “tirati” da “mille impegni sia all’interno che all’esterno della comunità parrocchiale” (segue).