In Iraq, ha concluso mons. Betori sintetizzando la posizione della Chiesa italiana sull’Iraq, nel corso della prima conferenza stampa della 52a Assemblea generale della Cei (in corso ad Assisi fino al 20 novembre), “non esiste una situazione di guerra ingiusta, ma una situazione in cui è opportuno e giustificato operare per la pace, il che comporta anche creare condizioni di ordine”. In merito al “multilateralismo”, il segretario generale della Cei ha osservato: “I Paesi che credono alla loro responsabilità nei confronti della costruzione della pace nel mondo, non possono tirarsi indietro rispetto a ciò che questo compito richiede”, nel quadro dell'”azione pacificatrice” svolta dall’Onu nei vari “contesti di guerra nel mondo”, “da sempre” invocata e sostenuta dalla Conferenza episcopale italiana. La seconda giornata dell’Assemblea della Cei d è cominciata con una Messa celebrata da tutti i 250 vescovi presenti presso la tomba di S. Francesco, “in segno di suffragio e di invocazione della pace” e “in comunione con la Basilica di San Paolo fuori le Mura”, a Roma, dove poco dopo si sono celebrati i funerali delle 19 vittime di Nassiriya. I vescovi hanno poi cominciato i lavori, ha informato Betori, “in atteggiamento di profonda unione al dolore del popolo italiano”, e mossi dalla “volontà di far sì che la Chiesa possa contribuire in tutti i modi alla costruzione della pace”, soprattutto attraverso “l’opera educativa che gli è propria”, tesa a “far crescere le persone alla luce del Vangelo”.