STRAGE A ISTANBUL: NEGRI (CENTRO PEIRONE), “COLPITI I SIMBOLI EBREI”

” “Gli attacchi alle sinagoghe di Istanbul sono “un chiaro messaggio di appoggio alla resistenza palestinese: sono stati colpiti gli ebrei e i loro simboli”. Ma ora bisogna “evitare i luoghi comuni” e fare “le dovute distinzioni” altrimenti “si scoraggia il dialogo e si crea opposizione”. A parlare è don Tino Negri, direttore del Centro Peirone che per volontà dell’arcidiocesi di Torino, da anni promuove il dialogo della comunità cristiana con l’Islam. “Il mondo islamico – spiega don Negri – è un mondo estremamente complesso, che pur autodefinendosi unitario, ha al suo interno diverse correnti di pensiero e di azione. C’è, ma è sempre esistita, una frangia dell’Islam che ha un rapporto problematico con il mondo moderno e occidentale ed ha come suo scopo quello di fomentare lo scontro fra civiltà. E’ l’islam radicale, ha due secoli di storia, ed è stato fuorviante sottovalutarlo”. “Anche in Italia – aggiunge il sacerdote – esistono frange di musulmani che fanno capo ad Al Qaeda e su cui le forze dell’ordine stanno indagando. Secondo alcuni rapporti, nel nostro paese ci sarebbero circa 2 mila persone capaci ad intervenire. Hanno ragione gli ebrei ad avere paura e a chiedere maggiore protezione? Probabilmente sì”. “Ma – aggiunge don Negri – i luoghi comuni vanno evitati. Purtroppo invece solo pochi addetti ai lavori sono capaci di fare delle distinzioni. La massa degli italiani non ha riferimenti chiari su ciò che realmente sta succedendo e chi lo sta provocando. E questo scoraggia il dialogo e crea opposizione”. Negri lancia un appello ai “mass media e in particolare alla tv che ha un impatto immediato e popolare con il pubblico, perché non si facciano prendere dalla spettacolarizzazione degli eventi ma si impegnino ad informare con serietà su questi temi, trovando i modi più adeguati per descrivere la complessità dell’Islam”.