FRANCIA: I CATTOLICI E IL “DENARO”, RAPPORTO “AMBIGUO E CONTRADDITTORIO”. RISCOPRIRE LA CONDIVISIONE (2)

” “Dopo aver ripercorso la storia del denaro, Jean Boissonnat, già presidente delle Settimane sociali, ha osservato che “ogni sistema ha bisogno di legittimità morale, altrimenti la legalità dello stesso viene messa in discussione. All’interno del capitalismo – ha affermato – bisogna quindi introdurre delle azioni di giustizia e norme sociali e morali che lo facciano evolvere, pur rimanendo periferiche”. Paul Dembinski, direttore dell’Osservatorio della finanza di Ginevra, ha messo in evidenza una situazione sociologica definita la “finanziarizzazione della mentalità”, che si manifesta, ad esempio, con “l’estensione del diritto di proprietà intellettuale per assicurarsi una rendita futura, ma che nel Nord del mondo può essere un’appropriazione analoga al colonialismo”. A suo parere “c’è invece bisogno di una giustizia commutativa che faccia rientrare gli esclusi del Sud del mondo nel villaggio globale”. Per fare questo “bisogna rimettere la finanza al suo posto – ha concluso – cioè renderla di nuovo un’attività di servizio all’uomo, altrimenti qualsiasi sistema, senza una dimensione umana, non potrà sopravvivere”. Tra le personalità che hanno portato la loro testimonianza, René-Samuel Sirat, già rabbino capo di Francia. A suo avviso “bisogna superare questa specie di dicotomia tra Dio e mammona, perché Dio ci dona i mezzi per compiere le opere che ci indica, ad esempio la carità. Ci dà cioè la possibilità di portare a termine la giustizia avendo a disposizione il denaro”. Di parere diverso è invece Chico Whitaker, membro della Commissione brasiliana giustizia e pace e tra gli organizzatori del Forum sociale mondiale. È in questi giorni a Parigi per partecipare al Forum sociale europeo che si sta svolgendo in contemporanea in diverse cittadine dei dintorni: “il denaro non è simbolo di potere, è esso stesso il potere. Bisogna rinnovare il modo di fare politica facendo diventare la società civile un attore capace di essere ascoltato”.