“Questo disegno di legge sembra essere un messaggio rassicurante specialmente per il mondo degli adulti, scegliendo la via della repressione. L’equiparazione tra droghe leggere e pesanti è un errore strategico poiché tra i consumatori più o meno di droghe leggere ci sono molti ragazzi trasgressivi e non solo tossicomani”. E’ il giudizio di don Vinicio Albanesi, presidente della comunità di Capodarco, al disegno di legge (ddl) del vicepremier Gianfranco Fini approvato ieri, 13 novembre, dal Consiglio dei ministri, che in tema di droga, non prevede distinzione tra droghe leggere e pesanti, introduce l’assoluta illiceità della libertà di consumo, l’aggravamento delle sanzioni penali e amministrative per chi è trovato in possesso di stupefacenti, e l’equiparazione tra strutture pubbliche e private per quanto riguarda la riabilitazione psico-fisica del tossicodipendente”. Ma “il limite più grave della proposta”, dichiara al Sir don Albanesi è “l’assenza di una dimensione educativa. Per combattere la droga occorre che il ragazzo venga avviato a una visione positiva della vita. A un figlio scapestrato non si può dire sempre ‘non fare questo, non fare quello’, ma occorre indicargli una strada da seguire. Il meccanismo ‘ti punisco così che tu poi possa redimerti’ con le nuove generazioni non funziona. Due sono i motivi che spingono i giovani a drogarsi: il piacere e il disagio. Per abbassare il piacere occorre abbassare i consumi. Mentre il disagio non si guarisce con la punizione ma con l’accompagnamento e la vicinanza”.