” “Nella “coscienza ecclesiale”, è “cresciuto il senso del valore pastorale di informare adeguatamente e di come l’informazione sia diventata uno dei capitoli più coltivati e curati con assiduità dalla Chiesa, a livello diocesano, nazionale e universale”. Ne è convinto il card. Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, intervenuto al convegno della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici), apertosi oggi a Firenze sul tema “Il pluralismo nell’informazione oggi”. Il cardinale ha definito quello della stampa cattolica un “servizio non facile, ma assolutamente necessario al giorno d’oggi per contribuire a far conoscere la vita della Chiesa e il suo pensiero sulle molte problematiche riguardanti la vicenda storica dell’uomo del nostro tempo”. Martino si è soffermato sul rapporto tra la Santa Sede ed i media: se c’è ha osservato – “un mondo dell’informazione che, per pregiudizio ideologico o per supponenza culturale di fatto, ignora la Santa Sede e la Chiesa, relegandole, quando ne parla, in ambiti marginali e residui o enfatizzando scandali e difficoltà”, c’è anche “un mondo che, con continuo impegno e con organica militanza, si accanisce contro la Santa Sede e la Chiesa”. Ciononostante, però, esiste anche un altro mondo, secondo il cardinale, “che è attento osservatore della vita della Santa Sede e della Chiesa”. Per Martino, questo mondo è “in crescita”, anche grazie ad un’opera di “faticoso recupero” in cui è stata “decisiva l’influenza esercitata dai mezzi cattolici di informazione, che in questi anni hanno saputo rinnovarsi, diversificando i loro interessi e qualificando il loro prodotto”.
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