“Solo chi ha la soluzione alla morte possiede la parola ultima contro la depressione”. Lo ha detto il card. Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della Salute, presentando questa mattina ai giornalisti la XVIII Conferenza internazionale sulla depressione, che si aprirà domani in Vaticano per iniziativa del dicastero citato. Stando ai dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), ha ricordato il cardinale, “nel mondo soffrono di depressione 340 milioni di persone”. Si tratta, ha aggiunto, del “principale ‘killer’ della nostra epoca”, in una cultura come quella attuale, “vuota di valori, fondata sul benessere e sul piacere, nella quale conta come meta suprema il guadagno economico”. Di qui la necessità di una risposta non solo farmacologica a questa “malattia grave”, in merito alla quale ha osservato il direttore della sala stampa vaticana, Joaquin Navarro Valls, “la Chiesa ha moltissimo da dire, per esempio contribuendo ad individuare i fattori di rischio e gli elementi di vulnerabilità”. “Non si può procedere solo con il prozac o la seratonina”, ha aggiunto perché la depressione è “una malattia del corpo, ma anche nell’anima”. Tra gli “elementi di vulnerabilità”, Navarro ha citato “la solitudine, l’incapacità di dare un senso alla propria esistenza, la presenza o meno di una famiglia”, mentre i “fattori di rischio” provengono da “determinati stili di vita” (segue).