CARD. BIFFI, “OGGI C’È UN FORTISSIMO SENSO DEL PECCATO ALTRUI”

” “Il “padre”, il “pane” e i “debiti”: su questi tre vocaboli tratti dal “Padre nostro” il card. Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna, ha incentrato l’omelia pronunciata questa sera nella basilica di San Petronio durante la Messa di apertura dell’anno accademico 2003-2004. “Parole antiche e consuete” che, ha osservato l’arcivescovo, suggeriscono “tre essenziali valori: la certezza di avere un Padre che non ci lascia mai soli; la concreta possibilità di una sopravvivenza degna della nostra natura di uomini; il sollievo di sentirci assolti dopo ogni caduta e di poter quindi ripartire”. “Non so che cosa di più elementare e di più indispensabile si possa mai desiderare – ha commentato -.Ma la cultura oggi dominante non è di questo parere”. Secondo il card. Biffi “un’umanità orgogliosamente secolarizzata sembra ritenere Dio un ‘optional’ irrilevante e fuori moda. Soprattutto non accetta un Dio che si intrometta a dirci che cosa è bene e che cosa è male”, che “ci pensi e ci ami: insomma, non accetta un Dio che sia ‘padre’. Inoltre, i nostri contemporanei spesso aborrono dal ‘pane’ (cioè da quanto è saggezza, ‘norma’)” e “soprattutto pare che non ci sia più la “fame di perdono”. Non si tratta tuttavia, secondo Biffi, di perdita del “senso del peccato”: “l’odierno imperversare delle accuse di tutti contro tutti – afferma – e l’infittirsi delle denunce in tutti i campi testimonia che oggi c’è un fortissimo ‘senso del peccato’: c’è un fortissimo ‘senso del peccato altrui’, che non è quello di cui parlava Gesù”. In questo scenario il “Padre nostro” potrebbe sembrare inattuale, “ma attenzione – avverte il presule -: quando la parola di Dio diventa ‘inattuale’, questo vuol dire soltanto che la nostra ‘attualità’ non è più ‘vera”‘.