MIGRATI E RIFUGIATI: CONGRESSO IN VATICANO, “VIVONO AL PRESENTE IN CONDIZIONI PEGGIORI DI PRIMA”

“Una casa di fango, bassa, di una sola stanza. Una piccola apertura triangolare di circa 20 centimetri. Lì vive un catechista con sua moglie e cinque bambini, fuggito dal Sudan. Vicino alla sua casa ce ne sono altre, ma alcune sono crollate. E così egli ospita altre quattro persone e durante la notte dormono in undici in quell’unica stanza. Vivono in questo luogo che chiamano casa da 5 anni, mentre altri sono qui già da 11 anni. In totale sono 86 mila le persone di questo campo-rifugiati”.
È una delle tante storie di uomini e donne costretti a fuggire in ogni parte del mondo. “Sono 12 milioni i rifugiati sotto mandato dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, 4 milioni i palestinesi. Poi ci sono i rifugiati de facto e i 25 milioni di sfollati che rimangono all’interno dei confini nazionali” – prosegue Michael Blume, sottosegretario del Pontificio consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti, presentando il V Congresso mondiale della pastorale per i migranti e i rifugiati – che si terrà a Roma dal 17 al 22 novembre prossimo -. “I migranti forzati vivono al presente in condizioni peggiori di prima – conclude – anche nei paesi del Sud”. “Una persona ogni 35 è migrante, cioè il 2,9% della popolazione mondiale – aggiunge Agostino Marchetto, presidente dello stesso Pontificio consiglio – e il 48% è costituito da donne. Ma si stima che siano tra i 700 mila e i 2 milioni le donne e bambini oggetto-soggetto di traffico irregolare ogni anno attraverso le frontiere internazionali. Un ‘commercio’ molto proficuo che genera miliardi di dollari”. “Il Congresso affronterà il tema dei migranti e dei rifugiati da una prospettiva pastorale – precisa il cardinale Stephen Fumio Hamao, Presidente del dicastero vaticano – per ripartire da Cristo” e “individuare orientamenti pastorali concreti” con i quali far fronte alle nuove sfide.