In un mondo in cui “la dignità e l’efficacia del lavoro umano” sono “due caratteristiche del lavoro in pericolo”, i sindacati devono moltiplicare la loro “influenza” nella lotta a “nuovi problemi” che “toccano dolorosamente i lavoratori”, come il “blocco” dei salari o le assunzioni a “carattere temporaneo”, e a piaghe quali la “disoccupazione” e i “licenziamenti”. Lo ha detto oggi il Papa, ricevendo in udienza i rappresentanti di “Solidarnosc”, guidati dal presidente Lech Walesa. “Il blocco del pagamento dovuto per il lavoro è peccato che grida vendetta al cielo”, ha affermato Giovanni Paolo II, sottolineando che tale “abuso” è “la causa della drammatica situazione di molti uomini del lavoro e delle loro famiglie”. Solidarnosc, secondo il Papa, “non può rimanere indifferente di fronte a questo angosciante fenomeno”, che si affianca in Polonia alla tendenza a “trattare i lavoratori esclusivamente come mano d’opera”. Il Santo Padre ha lanciato anche un forte monito ad evitare la “politicizzazione”: “L’attività dei sindacati ha ricordato – non ha carattere politico, non deve essere strumento dell’azione di nessuno, di nessun partito politico, per potersi concentrare in modo esclusivamente e pienamente autonomo, sul grande bene sociale del lavoro umano e degli uomini del lavoro”. Di qui l’appello rivolto dal Papa a Solidarnosc a “tornare alle proprie radici”, prendendo “apertamente le difese degli uomini del lavoro”.