” “”Un paradigma per il sistema universitario nazionale”. Così Lorenzo Ornaghi, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha definito questa mattina l’Ateneo, inaugurando nella sede milanese, l’anno accademico 2003/2004. Alla presenza del card. Dionigi Tettamanzi, del sindaco Gabriele Albertini, del senato accademico e degli studenti, il rettore ha indicato quanto l’Università “operi nel solco della storia. In forza della nostra autonomia e libertà, siamo espressione e al tempo stesso garanzia di quel pluralismo di esperienze e di quello sviluppo di una reale sussidiarietà, resi obbligatori dalla volontà di partecipare, al disegno europeo di domani”. Pur non nascondendo difficoltà economiche riguardo agli investimenti pubblici a favore della ricerca (per allinearsi all’Europa, l’Italia dovrebbe investire in quest’ambito il doppio degli attuali 12 miliardi di euro), il rettore ha ribadito che “l’autonomia va definita, garantita, esercitata e legittimata senza sacrificare la propria identità”. Padre Francesco Mattesini, francescano, nella prolusione dedicata a padre Gemelli ha ricordato che uno degli archetipi del fondatore era “la libertà come dono e conquista della dignità dell’uomo”. Il card. Tettamanzi, durante la messa celebrata nella basilica di Sant’Ambrogio che ha preceduto l’inaugurazione, ha sottolineato come “l’Università Cattolica abbia un compito di singolare importanza per l’avvenire della Chiesa e della società”. La Cattolica attualmente conta 14 Facoltà, 62 Corsi di laurea triennali, e licenzia il 41% dei laureati di tutte le Università cattoliche europee.