DIFFAMAZIONE A MEZZO STAMPA: COLOMBO (CATTOLICA), INSISTERE SULLA “DEONTOLOGIA DEI GIORNALISTI”

” “Una proposta da “accogliere con favore”, perché “più pertinente ad un sistema democratico”, a patto però che sia fugato ogni dubbio sulla “possibilità di un uso ‘sospetto’ dei giornali, come agenti di disinformazione strumentali al conflitto di interessi”. Commenta così Fausto Colombo, direttore dell’Osservatorio sulla comunicazione dell’Università Cattolica, la proposta di legge, ora all’esame della Commissione Giustizia della Camera, che “depenalizza” il reato di diffamazione a mezzo stampa. Il provvedimento in questione non comporterebbe più (come previsto finora) il carcere, ma il pagamento di una multa dai 2 mila ai 7 mila euro e un eventuale risarcimento danni non superiore ai 25 mila euro. Quello dei “limiti” tra la libertà di espressione e la tutela della “privacy”, dichiara Colombo al Sir, è “da sempre un punto caldo del dibattito sull’informazione”, che richiede “un equilibrio dinamico per il quale è difficile trovare una formula stabile”. La “depenalizzazione”, tuttavia, è “da valutare con favore perché più pertinente ad un sistema democratico, soprattutto se valgono i criteri di risarcimento della persona colpita” (nel nuovo testo di legge viene dato molto rilievo anche alla rettifica, ndr.). Tuttavia, osserva Colombo, “resta il problema legato al conflitto di interessi, in un momento come quello attuale in cui esiste il sospetto che talora i giornali vengano usati come agenti di disinformazione”. Di qui l’esigenza di “evitare un uso strumentale dell’attuale proposta di legge”, e di insistere di più sulla “deontologia” dei giornalisti che “non è legata soltanto all’esistenza di un Ordine professionale”.
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