” “”E’ arrivato il tempo in cui anche per il mondo del pallone la sobrietà deve diventare una virtù”. Commenta così mons. Mauro Cozzoli, docente di teologia morale alla Pontificia Università Lateranense, in una nota che verrà pubblicata sul Sir di domani (on line questa sera) la bocciatura del cosiddetto decreto ‘salva-calcio’ da parte della Commissione di vigilanza europea sulla libera concorrenza. Il provvedimento, varato quest’estate dal Governo italiano, consente ai club italiani di ammortizzare in dieci rate annuali le svalutazioni dei giocatori sui bilanci. “Il richiamo della Commissione europea – afferma Cozzoli – esorbita dall’ambito amministrativo e pone interrogativi ineludibili per le coscienze amanti della giustizia e solleciti del bene comune”. Secondo Cozzoli, “la questione etica”, che emerge, “investe in radice la gestione economica delle società calcistiche a un doppio livello: della giustizia retributiva e della giustizia distributiva”. Al primo livello, spiega il teologo, “inquietano i costi forsennati e i guadagni degli eroi della pedata, ad opera di presidenti disposti a follie di bilancio. Quei costi e quei guadagni sono un’ingiustizia retributiva, provati da molti come un’offesa”. Al secondo livello, invece, “si determina un concorso dello Stato. Tenuto conto che gran parte delle spese di una società calcistica va in compensi ai calciatori, attraverso il contributo dello Stato, una fetta di risorse pubbliche è sottratta a cittadini meritevoli e va a ingrossare oltre misura le tasche dei calciatori. Il che è un’ingiustizia nella distribuzione delle risorse”.