UNIVERSITÀ: MONS. MICCICHÉ (VESCOVO DI TRAPANI), NO ALLA “LOGICA DI POTERE” E ALL'”INDIFFERENZA” CHE PENALIZZA I GIOVANI

” “Un territorio “pervaso da una logica di potere bloccante, di appuntamenti mancati, di ritardi colpevoli, di disinteresse e di apatia”. E’ il ritratto tracciato da mons. Francesco Micciché, vescovo di Trapani, durante la cerimonia inaugurale dell’anno accademico del Polo didattico locale. “I giovani – è la denuncia del vescovo – sono l’anello debole di un sistema deviato e privo di progettualità e sono quelli che pagano sulla propria pelle lo scotto di una cultura bloccata e servile”. Di qui l’appello di Micciché: “Se le coscienze non si sveglieranno, se il pensiero non si affermerà, se la vera cultura non emergerà nelle trame del vivere quotidiano, se la vita dei singoli e della comunità non ritroverà un sussulto di dignità, se gli uomini e le donne di buona volontà non si metteranno insieme a progettare e sperare, se la profezia di chi sente il problema etico come fondamentale e necessario non si farà presenza coraggiosa di chi è disposto a pagare di persona non c’è possibilità di riscatto”. “Giustizia, legalità, buon governo, coerenza del mondo adulto, attenzione ai loro bisogni, testimonianza dei valori”: queste, secondo il vescovo, le richieste fondamentali dei giovani di oggi, il cui “urlo” non va lasciato “cadere nel vuoto”. No, dunque, all'”indifferenza” e all'”apatia collettiva”, sì invece ad un “processo virtuoso di coscientizzazione” che coinvolga “le pubbliche istituzioni, i centri di potere” e le diverse realtà presenti nel territorio. Ai giovani, Micciché raccomanda: “Non abbiate paura di oragnizzarvi, fuori da ideologie che generano estremismi maledetti, per opporvi al malaffare, all’ingiustizia, al sopruso, all’arroganza dei potenti”.
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