” “Lo “scontro sociale” in atto in Italia sulla riforma delle pensioni deve “trovare una soluzione” all’interno “di un progetto globale di revisione delle politiche sociali”, senza limitarsi ad “interventi parziali”. E’ il giudizio di “Civiltà cattolica”, che fa notare che nella finanziaria “rimane aperto il problema delle pensioni, che in ogni caso andrà attuata per rendere sostenibile il sistema in futuro”, scrive il vicedirettore, padre Michele Simone, nell’ultimo numero della rivista, di cui oggi sono state anticipate le bozze. Riferendosi allo sciopero del 24 ottobre, Simone osserva: “Se il governo ‘approva’, senza alcuna consultazione, la nuova normativa, che riguarda milioni di persone, allora è legittimo che i rappresentanti di queste persone, tenute da parte, decidano di rispondere con uno sciopero generale”. Nonostante sia “legittima da un punto di vista giuridico”, precisa la rivista dei gesuiti, l’azione di governo in materia di pensioni “oltre che metodologicamente non condivisibile, appare anche culturalmente chiusa, poiché ogni serio intervento sulle pensioni non può essere preso se non all’interno di un progetto globale di revisione delle politiche sociali e non affidato a interventi parziali”. L’auspicio dei gesuiti è, dunque che “lo scontro sociale in atto, che ha condotto ad uno sciopero generale motivato non da ragioni politiche, ma sindacali, riesca a trovare una soluzione in tempi non eccessivamente lunghi, a tutto vantaggio del Paese”.
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