TERRA SANTA: UNA CAMPAGNA PER ADOTTARE BAMBINI PALESTINESI PRIGIONERI

” “”Ci sono persone che desiderano e sognano di diventare ricche, altre famose. Noi sogniamo di vivere in pace in uno stato libero”. Inizia così la lettera di Aryn Yassin e Linda Jaber, 13 anni, studentesse palestinesi di Nablus, che fanno parte di un progetto, lanciato dalla Dci, l’Associazione “Defence for Children international-Palestine section” (A difesa del bambino – sezione Palestina) denominato “Adotta un bambino prigioniero”. Scopo del progetto è quello di far conoscere, attraverso le vicende di alcuni adolescenti, la situazione di giovani palestinesi, prigionieri politici, detenuti nelle carceri israeliane. “Ma anche chi è ‘fuori’ dalle sbarre – affermano alla Dci – vive come se fosse ‘dentro’ a cause delle restrizioni israeliane”. “Sogniamo di vivere in uno stato libero, in pace e senza sofferenza – prosegue la lettera, pubblicata insieme ad altri documenti sul sito www.dci-pal.org – Quella stessa sofferenza che proviamo quando non possiamo fare visita ai nostri parenti che vivono in altri centri a causa del coprifuoco, quando per passare i check point siamo costrette a camminare per miglia o di fronte alla continua demolizione di abitazioni da parte dei militari”. “Sogniamo la pace per il nostro popolo. Se vivessimo in una nazione indipendente molti di questi sogni potrebbero diventare realtà. Se fossimo libere – concludono – potremmo aiutare gli altri popoli a diventarlo. Sogniamo che tutti i popoli del mondo vivano in pace”. Secondo dati forniti dalla Dci i bambini palestinesi fermati fino alla fine di giugno 2003 sono stati 350 (750 solo nel 2002). Nelle carceri il numero dei giovani detenuti politici è stimato tra le 330–350 unità.
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