PACEM IN TERRIS: PAPISCA, NO ALLA “CRISI DELLA DEMOCRAZIA”, SÌ ALLA “TECNICA DEI SEGNI DEI TEMPI”

” “”Il progetto di un ordine mondiale umanamente sostenibile esiste, occorre renderlo visibile, svilupparlo”. Ne è convinto Antonio Papisca, direttore del Centro di studi e formazione sui diritti dell’uomo e dei popoli presso l’Università di Padova, che intervenendo oggi al convegno in corso a Bergamo sulla “Pacem in terris” ha definito “urgente” il compito di “rendere visibile la mappa globale della pace positiva”, in modo da “diffondere la consapevolezza che i popoli, i gruppi, le famiglie, gli individui non stanno annaspando nel buio di un disordine non governabile, che quanto seminato nel secolo scorso ha già dato risultati positivi, che è perversa quella sub-cultura che emargina dalle sue vetrine quanti non accettano la guerra come essenziale al discorso della politica”. Secondo lo studioso, infatti, lo “scenario complessivo” attuale presenta “non soltanto conflitti violenti, processi di destabilizzazione, terrorismo e criminalità transnazionale, violazioni del diritto, confusione di ruoli, ma anche un ampio ventaglio di opportunità di liberazione e promozione umana”. Per promuoverle, però, occorrono “tecnici dei segni dei tempi”, in grado di “gestire la mondializzazione per il bene comune di tutti i membri della famiglia umana”. Oggi, secondo Papisca, la “democrazia è in crisi perché lo spazio dello stato nazionale è asfittico, perché le decisioni si prendono in altre sedi”: per questo è necessario sviluppare una “rete delle interdipendenze tra nazionale, locale e internazionale”, cercando di arrivare al “nuovo ordine mondiale” auspicato dal Papa tramite, prima di tutto, la “riforma dell’Onu” e la valorizzazione dei “sistemi di integrazione regionale”, fra cui “esemplare ” è l’Unione europea.