” “”Un centro di prima accoglienza Lampedusa lo merita, come porta d’accesso all’Italia e all’Europa”. E’ la raccomandazione che il settimanale della diocesi di Agrigento “L’Amico del Popolo” rinnova oggi dopo l’ennesima tragedia del mare nel canale di Sicilia, con almeno 13 vittime provenienti dalla Somalia. Una richiesta non condivisa dal Comitato pro Lampedusa che vede nella costruzione di questo centro una minaccia all’immagine dell’isola. Il settimanale agrigentino che aveva già avanzato la proposta nei mesi scorsi chiede “un centro discreto e dignitoso, dove individuare immediatamente lo scafista o il delinquente, ma soprattutto dove far distendere la madre incinta e rasserenare il bambino impaurito”. “Lampedusa, come ogni altro comune d’Italia scrive don Carmelo Petrone, direttore dell’Amico del Popolo -, non può da solo reggere l’urto dell’immigrazione, ma non può neanche fuggire dal suo ruolo geografico o rifiutarsi di vivere ciò che Dio e la storia contemporanea le stanno dando: certo le difficoltà degli immigrati, ma anche un tempo di lavoro e di benessere”. “Lampedusa continua – è metafora della Sicilia e dell’Italia, certo, ma anche del mondo: di questo mondo moderno e globalizzato, sempre sul filo del rasoio tra la barbarie e la civiltà dell’amore. Come il resto del primo mondo, come l’Italia del nord e quella del sud, Lampedusa si dibatte tra i rigurgiti di razzismo e la pratica dell’uguaglianza, tra la accoglienza e la paura di perdere ciò di cui si gode. Nessuno può credere di poter risolvere da solo, né a cannonate né con cospicui interventi economici nei paesi di origine, il fenomeno epocale dell’immigrazione. Figuriamoci Lampedusa”. (segue)