ESORTAZIONE DEL PAPA SUI VESCOVI: “GLOBALIZZAZIONE NELLA SOLIDARIETÀ” E “CONVERSIONE ECOLOGICA”, UN “DOVERE” LA “CURA DELLA PROPRIA SALUTE”

La vita civile, sociale ed economica è un “banco di prova per l’autenticità della nostra fede cristiana”, e oggi è urgente una “globalizzazione nella carità, senza marginalizzazione”, attraverso un “attento discernimento” di quel fenomeno planetario che è la “globalizzazione dell’economia, della finanza e anche della cultura”. E’ quanto scrive il Papa, nell’esortazione apostolica “Pastores gregis” firmata oggi, e nella quale un’altra “sfida” urgente additata ai vescovi è la “questione ecologica”, che comporta “implicazioni morali” come la “mancanza di rispetto per la vita, quale si avverte in molti comportamenti inquinanti” e in un mondo del lavoro in cui “spesso le ragioni della produzione prevalgono sulla dignità del lavoratore e gli interessi economici vengono prima delle singole persone”. Di qui l’esigenza di un'”ecologia umana”, di una “conversione ecologica” che “protegga il bene radicale della vita un tutte le sue manifestazioni e prepari alle generazioni future un ambiente che si avvicini il più possibile al progetto del Creatore”. “La guerra dei potenti contro i deboli ha, oggi più che ieri, ha aperto profonde divisioni tra ricchi e poveri”, scrive il Papa nel nuovo documento (188 pagine, divise in sette capitoli) definendo il vescovo non solo “profeta, testimone e servo della speranza” ma anche “profeta di giustizia” e “difensore dei diritti dell’uomo”, all’interno di “un sistema economico ingiusto” e nel quale “la situazione degli emarginati si aggrava di giorno in giorno”. “Se non v’è speranza per i poveri, non ve ne sarà per nessuno, neppure per i cosiddetti ricchi”, ammonisce il Santo Padre, che invita i vescovi a cercare nella “dottrina sociale della Chiesa” i motivi per denunciare i tanti “drammi collettivi” per cui “s’impone un cambiamento di ordine morale” (segue).