” “E’ la figura del “Buon Pastore” l’icona di riferimento dell’esortazione apostolica post-sinodale “Pastores Gregis” sul vescovo servitore del Vangelo di Gesù Cristo per la speranza nel mondo. A dichiararlo è stato lo stesso Giovanni Paolo II, firmando e promulgando oggi il nuovo documento, nel XXV° anniversario di pontificato. “Padre, maestro, amico e fratello di ogni uomo sull’esempio di Cristo”: queste alcune “caratteristiche” del vescovo elencate dal Papa subito dopo la firma dell’esortazione apostolica. Lo “spirito” con cui “il vescovo è chiamato a svolgere nella Chiesa il suo servizio”, ha aggiunto, è fatto di “conoscenza del gregge, amore per tutti e attenzione ad ogni persona, misericordia e ricerca della pecorella smarrita”. In “quanto araldo della divina Parola, maestro e dottore della fede”, il vescovo ha inoltre “il compito di insegnare con franchezza apostolica la fede cristiana, riproponendola in modo autentico”. Come “guida del popolo cristiano”, per il Papa il vescovo dovrà anche “preoccuparsi di promuovere la partecipazione di tutti i fedeli all’edificazione della Chiesa”, oltre che “curare” le celebrazioni liturgiche come “epifania del mistero”. Quello delineato da Giovanni Paolo II nella nuovo documento è, però, soprattutto un vescovo “attento ai bisogni della Chiesa del mondo”, che “affronterà le sfide dell’ora presente” come “profeta di giustizia e di pace, difensore dei diritti dei piccoli e degli esclusi. Proclamerà a tutti il Vangelo della vita, della verità e dell’amore. Avrà uno sguardo di predilezione verso la moltitudine di poveri che popola la terra”, sostenendo il “cammino ecumenico” e facendosi “promotore del dialogo interreligioso nella società multietnica di questo inizio del terzo millennio”.
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