GIORNATA SALUTE MENTALE: CARITAS, “ANCORA TROPPI MANICOMI SCONOSCIUTI”

Nella Giornata dedicata oggi alla salute mentale, la Caritas italiana, impegnata da tempo in quest’ambito – in una Caritas parrocchiale su due è presente un servizio per il disagio mentale – auspica che l’Italia “dopo aver chiuso definitivamente i manicomi fosse ora un paese capace di passare alla reale accoglienza e integrazione dei malati di mente”. “Purtroppo questo non possiamo dirlo – denuncia la Caritas -. Per più motivi: molte delle attività di inclusione attivate dalle comunità cristiane, dovrebbero risultare aggiuntive a quanto offerto dal Servizio Sanitario Nazionale. Ma molte sono ancora le situazioni in cui la cura al malato di mente è negata. Mancanza di strutture, di personale, personale non qualificato, risorse economiche non disponibili”. Nel nostro Paese – informa la Caritas – sono rimasti ancora 6 manicomi, che ospitano 1.200 persone. “Sono sconosciuti ai più e li chiamano Ospedali Psichiatrici Giudiziari – affermano -. Ufficialmente sono luoghi di cura in cui accogliere quanti tra i malati di mente hanno commesso dei reati. Di fatto sono carceri, dove oltre a scarseggiare il personale sanitario, quello specializzato nella riabilitazione, sono anche assenti quasi del tutto, con alcune eccezioni, farmaci e vitto”. “Non possiamo, solo in nome di una maggiore sicurezza per i ‘cittadini sani’ – dichiarano – permettere che persone che hanno commesso reati che prevedono pene di sei mesi vivano reclusi per oltre 10 anni, solo perché hanno avuto la sfortuna di nascere in un territorio in cui i servizi sono pochi o non sono stati capaci di una presa in carico efficace” . “La comunità cristiana continuerà ad essere accogliente ed inclusiva – concludono -, ma chiede alle istituzioni di non dimenticare nessun malato”.