” “”Né i coniugi, né la Chiesa, né lo Stato possono permettere o legittimare il divorzio, che Gesù ha condannato come un male sociale”. Lo ha detto il card. Salvatore De Giorgi, arcivescovo di Palermo, aprendo oggi il seminario su “Il futuro della famiglia e la famiglia del futuro: senza figli, quanti figli, quali figli?”, in corso (fino al 12 ottobre) nel capoluogo siciliano per iniziativa della Confederazione italiana dei consultori familiari di ispirazione cristiana, che raccoglie 162 consultori, raggruppati in 16 federazioni regionali presenti in 19 regioni italiane. “L’amore coniugale ha proseguito il porporato deve essere sempre aperto alla vita”: no, dunque, all’aborto e alla contraccezione, ma anche al “figlio a tutti i costi”, perseguito a volte “con le più immorali tecniche dell’ingegneria genetica” e “con grave pregiudizio dei figli, che non sono né una minaccia né una conquista, ma un dono e una ricchezza”. Sul piano sociale, secondo De Giorgi, la famiglia “deve essere riconosciuta nella sua identità e nella sua soggettività”, che “si fonda sul matrimonio e non su altre forme inaccettabili e socialmente dannose”. Da parte sua, ha concluso il cardinale, la famiglia ha “il diritto-dovere di esercitare la sua funzione sociale e politica nella costruzione della società come protagonista della cosiddetta politica familiare, che dovrebbe essere al centro di ogni programmazione politica”; un “protagonismo familiare”, questo, che va esercitato in “molteplici ambiti”, ma in particolare “nel mondo della scuola, del lavoro e dei mass media.