IL PAPA: IL “MISTERO DELLA NOTTE” E LA PREGHIERA CONTRO LE “INSIDIE DEL MALIGNO”. NUOVO “GRAZIE” PER POMPEI

” “Il sopraggiungere della sera evoca il “mistero della notte”, in cui “la tenebra è sentita come occasione di frequenti tentazioni, di particolare debolezza, di cedimento alle incursioni del maligno”. Lo ha detto il Papa, iniziando oggi – nella tradizionale udienza generale in piazza S. Pietro – il nuovo ciclo di catechesi sulla Liturgia dei Vespri. “La sera – ha osservato il Pontefice – è tempo propizio per considerare davanti a Dio, nella preghiera, la giornata trascorsa”: è il momento per “rendere grazie”, ma anche “il tempo in cui chiedere perdono per quanto abbiamo commesso di male, implorando dalla misericordia divina”. A proposito del rapporto tra le tenebre e il male, il Papa ha sottolineato: “Con le sue insidie, la notte assurge a simbolo di tutte le malvagità da cui Cristo è venuto a liberarci .D’altra parte, ad ogni calar della sera, la preghiera ci rende partecipi del mistero pasquale” e così “fa fiorire la speranza nel passaggio dal giorno transitorio al ‘dies perennis'”. Giovanni Paolo II si è inoltre soffermato sul legame tra la preghiera delle Lodi e quella dei Vespri, facendo notare che “il sorgere del sole e il suo tramonto non sono momenti anonimi della giornata. Per l’uomo antico, il succedersi della notte e del giorno regolava l’esistenza, provocando la riflessione sui grandi problemi della vita. Il progresso moderno ha in parte alterato il rapporto tra la vita umana e il tempo cosmico. Ma il ritmo serrato delle attività umane non ha sottratto del tutto gli uomini di oggi ai ritmi del ciclo solare”. Salutando i pellegrini di lingua italiana, il Papa ha ringraziato ancora una volta la Madonna per la visita di ieri a Pompei, invitando i fedeli a “valorizzare sempre più la preghiera del Santo Rosario”.
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