MADRE TERESA: PADRE KOLODIEJCHUCK (POSTULATORE), “CALCUTTA È IN TUTTO IL MONDO”

” “”Una fede eroica, ‘combattente’ anche di fronte all’oscurità dell’anima; l’affermazione, attraverso la vita offerta in dono indistintamente a tutti, che tutti siamo figli di Dio, e quindi tutti siamo fratelli” e, ancora, la testimonianza della “natura autentica dell’amore, di quella carità che non conosce limiti e riserve ed è praticabile da ognuno, non solo dai santi o dai missionari” Questi, secondo padre padre Brian Kolodiejchuck, postulatore della causa di beatificazione di Madre Teresa di Calcutta, i principali “insegnamenti” che la futura Beata lascia agli uomini di oggi. In un’intervista al Sir, già disponibile da stasera sul sito dell’agenzia, padre Brian si sofferma sui tratti più caratteristici della religiosa convinta che, per chi “ha occhi per vedere, Calcutta è in tutto il mondo, in India come a New York, in Francia come in Africa”. Una “contemplativa in azione” per la quale “senza una profonda vita di preghiera la carità sarebbe soltanto filantropia”, e che rispose a chi le chiedeva di denunciare pubblicamente le cause della povertà e dell’ingiustizia: “Se facessi politica non avrei più tempo per amare”. Ma Madre Teresa, rivela padre Brian, ha sperimentato anche “la notte dell’anima, un aspetto davvero eroico della sua figura, e che ha saputo tenere nascosto anche ai collaboratori più stretti”. “Per molti anni – spiega -, Madre Teresa ha sofferto l’angosciosa sensazione di essere separata da Dio, addirittura respinta. L’amore per Cristo ha ‘armato’ la sua volontà nei momenti di maggiore aridità, durante i quali ha fortemente ‘voluto’ continuare a pregare, anche se l’orazione le appariva quasi un fatto meccanico”. Una prova durissima, da cui, tuttavia, “la sua anima è uscita purificata e l’unione con Dio ancora più forte”.
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