EUROPA: MONS. GRAB (CCEE), “È CRESCIUTO LO SCAMBIO TRA EST E OVEST”

” “Nuova evangelizzazione dell’Europa, maggiore cooperazione della Chiesa locale con quelle degli altri continenti, approfondimento del dialogo ecumenico e interreligioso: queste, secondo il presidente del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa) mons. Amédée Grab, le principali sfide che attendono la Chiesa in Europa. Aprendo oggi a Vilnius (Lituania) i lavori dell’assemblea plenaria (fino al 5 ottobre), alla quale partecipano i presidenti delle conferenze episcopali del continente mons. Grab ha fatto riferimento al documento postsinodale “Ecclesia in Europa” dello scorso mese di giugno, che “va utilizzato – ha detto – per illuminare precise scelte pastorali”. Ricordando Giovanni Paolo II, “profeta di un’Europa nuova” con i suoi oltre 700 interventi sul tema, e convinto sostenitore “dello sviluppo e della riforma del Ccee”, Grab ha tracciato un bilancio del cammino fino ad ora compiuto dal Consiglio, in particolare negli ultimi dieci anni, dopo la “ristrutturazione” del 1993. Secondo Grab, “all’interno della cattolicità negli anni successivi all’89 è cresciuto lo scambio tra Est e Ovest”; occorre tuttavia “approfondire insieme il confronto con la secolarizzazione e il pluralismo religioso”, temi “comuni a tutti i nostri Paesi”. Prendendo atto della “riflessione sulla necessità di un rinnovamento delle strutture ecumeniche” avviata dal Kek (Conferenza delle Chiese d’Europa) e dal Wcc (Consiglio mondiale delle Chiese), mons. Grab ha affermato che si tratta di “una domanda certamente diretta anche alla Chiesa cattolica”. Occorrerà inoltre interrogarsi sul “futuro della collaborazione tra i due organismi dell’episcopato europeo, Ccee e Comece (Commissione degli episcopati dell’Unione europea)” nella consapevolezza della “profonda differenza di natura, fini e composizione”. (segue)
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