FERRIERA DI TRIESTE: IL VESCOVO, “SIANO TROVATE FORME PER DIFENDERE LA SALUTE DEI CITTADINI E IL FUTURO DEI LAVORATORI”

” “”La comunità cattolica triestina sente di dover esprimere piena solidarietà umana e cristiana a tutti i lavoratori della ferriera di Servola, sia direttamente occupati nella fabbrica sia a quelli che lavorano nell’indotto, e alle loro famiglie”. È quanto afferma mons. Eugenio Ravignani, vescovo di Trieste, in una nota pervenuta oggi dall’Ufficio stampa diocesano, in merito alla situazione della ferriera di Servola, posta sotto sequestro, il 29 settembre, per inquinamento. Il provvedimento è stato adottato, su richiesta della Procura, il 15 settembre scorso, nell’ambito di un’inchiesta in cui si ipotizza il reato di emissioni di polveri inquinanti. La fabbrica, che si trova a ridosso di un’area altamente popolata di Trieste, conta 550 dipendenti diretti, cui si aggiungono tra i 150 e i 200 dipendenti nelle attività indotte e in ditte esterne. Ogni anno la ferriera produce circa 500 mila tonnellate di ghisa. “L’importanza della struttura produttiva di Servola – dice mons. Ravignani – è ben nota a tutti: ora sembra inevitabile la sua chiusura per tutelare il diritto alla salute delle persone che ci vivono accanto”. Perciò, conclude, “la Chiesa triestina auspica che tutte le responsabilità coinvolte nella soluzione di questo problema trovino le forme atte a difendere la salute dei cittadini come pure le prospettive di vita e il futuro delle famiglie dei lavoratori”.