FECONDAZIONE: DI PIETRO (CATTOLICA), LA LEGGE NON “CALPESTA” I DIRITTI DELLA DONNA, “AL PIÙ PRESTO” LA RIPRESA DELL’ITER

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” “”Sicuramente il testo di legge approvato dalla Camera rispetta e tutela i diritti della donna”, e l’iter legislativo “dovrebbe concludersi al più presto prima”, quantomeno “lasciando invariato” il testo di legge. Commenta così Maria Luisa Di Pietro, del Centro di Bioetica dell’Università cattolica, la protesta delle donne parlamentari, in seguito alla quale ieri si è di fatto “bloccato” l’iter della legge sulla procreazione medicalmente assistita, già approvata (15 mesi fa) dalla Camera e ora in attesa del vaglio del Senato. La legge in questione, prosegue Di Pietro, “cerca di tutelare gli interessi e i diritti di tutte le parti coinvolte, perché prevede determinate indicazioni, come il rispetto di precise condizioni per ottenere il diritto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita, o l’assicurazione che tali tecniche siano utilizzate almeno nell’ambito della coppia coniugata”. Anche se, dunque, la legge così com’è “non può soddisfare del tutto i cattolici”, perché “la vera tutela del nascituro su ha quando esso non è prodotto ‘in vitro'”, e perché “prevede l’accesso alla fecondazione artificiale anche per le coppie non unite in matrimonio, rendendo difficile certificare la ‘stabilità’ o meno di tali unioni”, l’esperta osserva che “è comunque un tentativo di porre ordine in una situazione del tutto sregolata, e soprattutto cerca di garantire un futuro di serenità ai bambini ottenuti con queste tecniche”. Riguardo alle obiezioni di chi ritiene tale legge “non civile”, Di Pietro risponde: “Dipende da quale concetto di civiltà: non si può pretendere di soddisfare esclusivamente i propri diritti, o comunque dare il primato ai diritti soggettivi, anche a costo di calpestare quelli del nascituro”.