DROGA: IN SVIZZERA SI DISCUTE UNA NUOVA LEGGE, I VESCOVI ESPRIMONO RISERVE

” “”Grandi riserve” in merito alla nuova legge sugli stupefacenti attualmente in discussione al Consiglio nazionale svizzero, “sia per i compiti che spettano allo Stato, sia per le conseguenze sociali”, vengono espresse dalla Conferenza episcopale svizzera, che ha reso nota oggi la propria presa di posizione in materia inviata nel mese di giugno ai consiglieri nazionali. I vescovi svizzeri invitano a distinguere “l’uso della cannabis dalla problematica degli stupefacenti nel suo insieme” e sottolineano anche la gravità dell’abuso di alcool “che costituisce una dipendenza forte quanto l’uso di cannabis”. E ricordano che “compete allo Stato formulare leggi che non favoriscano tali forme di dipendenza”. Al contrario, “indebolendo la legge – affermano -, lo Stato non assolve più i suoi obblighi”. Inoltre, con una legge di questo tipo, “si rinuncia deliberatamente all’aspetto repressivo mentre il sostegno e l’appoggio a cui hanno diritto i tossicomani molto dipendenti si riduce ad un ‘aiuto sociale alla sopravvivenza’”. Questo provocherà, avvertono, “un peso economico estremamente pesante” per le strutture sociali svizzere. “Il problema della dipendenza a vita dei tossicodipendenti – concludono – non sembra essere stato preso sufficientemente sul serio”. Propongono quindi di “promuovere programmi seri di astinenza per tutti coloro che hanno ancora la volontà di uscire dalla droga, dando loro nuove prospettive di vita e di futuro”.