PAPA IN SLOVACCHIA: UN VESCOVO È “PRONTO A DARE ANCHE LA VITA”, URGENTI “NUOVE VOCAZIONI”

” “Per la Slovacchia, “uscita dai tempi bui della persecuzione e del silenzio”, è il momento della “ripresa della vita cristiana a diversi livelli”, ma è “urgente promuovere una nuova fioritura di vocazioni sacerdotali e religiose” da cui “dipende il futuro della Chiesa in Slovacchia”. E’ quanto scrive oggi il Papa, in un messaggio consegnato ai presuli della Conferenza episcopale slovacca, durante l’incontro e il pranzo con i vescovi svoltosi a Banskà Bistrica, nel secondo giorno del suo 102° viaggio apostolico. “Non vi scoraggiate e non lasciatevi sopraffare dalle difficoltà e dalla fatica”, si legge nel testo, in cui Giovanni Paolo II fa riferimento alla sua esperienza personale di vescovo: “il Papa sa che il ministero episcopale porta con sé spine e croci, che spesso rimangono racchiuse nel segreto del cuore. Ma sa anche che nel piano misterioso della Provvidenza queste sofferenze sono la garanzia della fecondità di un apostolato che produrrà con l’aiuto di Dio frutti abbondanti”. Poi il Papa cita un passo del Direttorio per il ministero pastorale dei vescovi, in cui il vescovo viene dipinto come “servo di Dio e del suo popolo santo, pronto a dare anche la vita per i propri fratelli”. Sul piano pastorale, il Santo Padre invita i presuli slovacchi a “continuare con coraggio nella strada intrapresa”, curando in particolare “la formazione umana e spirituale” nei seminari e la “sensibilizzazione delle coscienze” per suscitare nuove vocazioni. Incrementare la “collaborazione” con i laici, promuovere la famiglia “proclamando e difendendo l’unità e l’indissolubilità del matrimonio”: queste altre priorità segnalate dal Papa alla Chiesa slovacca, invitata anche “guardare con amore i giovani, futuro della Chiesa e della società” e a coltivare “un dialogo aperto con il mondo della cultura”.