” “Un segnale “in continuità” con i contributi già previsti in applicazione della legge 62/2000, e che dimostra che “i tempi sono maturi per una legge nazionale sulla parità che c’è già, ma va completata con la piena parità anche economica”. Così don Bruno Stenco, direttore dell’Ufficio Cei per l’educazione, la scuola e l’università, definisce sul Sir di oggi gli interventi del governo finalizzati ad erogare contributi a parziale rimborso delle spese sostenute dalle famiglie per il pagamento di retta, iscrizione e frequenza dei propri figli alle scuole paritarie. Rispetto alla legge Berlinguer, precisa Stenco, il decreto del governo “vorrebbe essere un passo avanti, e lo nel senso dell’estensione dei contributi anche alle scuole medie e al primo anno delle superiori. Di fatto, però, il governo stanzia 30 milioni di euro, che più meno corrispondono a 280 euro per famiglia: il contributo è quindi un segnale politico, importante e significativo, ma che se non interviene un adeguato aumento dell’entità dell’importo, non corrisponde ad un significativo passo avanti”. “Accettabile”, invece, la “formula” scelta dal decreto, che per Stenco potrebbe “aggirare” l’eventuale obiezione di “incostituzionalità” dei finanziamenti diretti alle scuole, e non dà luogo (come obiettano i detrattori) ad un “liberalismo selvaggio” o a forme mascherate di “buono scuola” o “detrazione fiscale: si tratta, invece, un “riconoscimento del sistema scolastico come sistema pubblico integrato, formato da scuole statali e scuole paritarie, e della titolarità delle famiglie nella libera scelta della scuola per i propri figli”.