” “Non è vero che i bambini zingari non vanno a scuola, ma è vero che non riescono ad arrivare alle superiori e che la scuola italiana non è ancora pronta ad affrontare le tante diversità culturali: è uno dei dati emersi dal convegno “Ci riguarda” su minori rom, minori sinti e scolarizzazione, in corso oggi a Bolzano per iniziativa della Fondazione Odar, Opera diocesana di assistenza religiosa. “Non tutti i bambini zingari hanno problemi a scuola spiega al settimanale diocesano “Il Segno” Paola Dispoto, della Fondazione Odar, impegnata, su incarico della Caritas, nel progetto “Vicini di casa” con i minori rom e sinti -, ma abbiamo verificato che purtroppo le difficoltà vengono di frequente estese a tutti. Uno dei problemi che si lamenta, ad esempio, è quello della frequenza scolastica, ma di fatto i bambini rom hanno frequenza regolare e anche i bambini sinti hanno situazioni diverse”. Il dato comune, aggiunge, è però che “tutti questi minori una volta arrivati alla scuola media incontrano maggiori difficoltà rispetto alle competenze che vengono loro richieste. I loro percorsi scolastici si formano così a livelli medio-bassi: non abbiamo ragazzi rom o sinti iscritti alle superiori, al massimo li troviamo nei corsi di formazione professionale”. Nella scuola italiana, osserva Dispoto, anche se aumentano le esperienze positive, “non c’è ancora sufficiente elasticità rispetto alle diversità culturali. La scuola fa fatica a ripensarsi in funzione della presenza di tante diversità culturali”. A suo parere “bisognerebbe fare in modo che le politiche sociali e quelle scolastiche lavorino nella stessa direzione, con un’idea di integrazione adeguata a queste persone”.