60A MOSTRA DEL CINEMA: MONS. SCOLA (VENEZIA), “IL RISCHIO OGGI È QUELLO DI PERDERSI IN PARTICOLARI, NON IN FRAMMENTI”

” “”L’arte del cinema rappresenta, forse, una delle figure più elevate, in grado di scandagliare il nucleo paradossale della libertà dell’uomo. Senz’altro una tra le più versatili, più capaci di sfumatura”. È quanto ha affermato il Patriarca di Venezia, mons. Angelo Scola, incontrando oggi nel Palazzo patriarcale i membri della Giuria internazionale “Signis” alla 60a mostra del cinema di Venezia. Mons. Scola è intervenuto “sul cinema e sull’attenzione della Chiesa nei confronti di quest’arte”: “perché sorprendersi se la Chiesa è, da sempre, così attenta al mondo del cinema? Perché essa segue con grande interesse l’evolversi dei linguaggi della narrazione che il cinema propone in quest’era digitale? Né vale la pena soffermarsi moralisticamente a constatare quanto questa forma espressiva sia oggi in crisi per la rarità di sceneggiatori, registi, attori capaci di raccontare l’umano. Come in altri ambiti dell’arte il rischio oggi è quello di perdersi in particolari, non in frammenti: la differenza tra il particolare e il frammento è che il frammento sa veicolare il tutto. Il particolare invece lo frantuma e lo disperde”. Secondo il Patriarca, “il cristiano cerca, curiosissimo, il paragone con quanti riescono, in figura efficace, a lasciar intravedere nella finitudine l’eco dell’Infinito. Dovunque, anche in occasione di questa mostra, si dà un film che raggiunge questo obiettivo è come se trovasse in noi una eco immediata, la capacità di goderne e il gusto di comunicare questo godimento”. Nella Giuria internazionale Signis, associazione cattolica mondiale per la comunicazione, sono presenti due rappresentanti italiani, Fabio Sandroni e Giovanni Desio.