TORTURA: SMENTITA DEI VESCOVI ARGENTINI SU PRESUNTE CONNIVENZE CON IL GOVERNO MILITARE DEGLI ANNI’70

” “La Conferenza episcopale argentina ha diffuso ieri 2 settembre un comunicato che respinge le dichiarazioni di Reinaldo Bignone, presidente “de facto” negli anni Settanta durante il periodo del governo militare. Secondo Bignone la Chiesa, pur conoscendole, avrebbe taciuto le violenze compiute da quel governo. Il comunicato della Conferenza episcopale intitolato “La Chiesa e la tortura”, ricorda che già il 17 marzo 1977 era stato resa nota una lettera alla giunta militare in cui si definiva “inconcepibile per il modo di essere argentino” e “inaccettabile” per i cristiani, qualsiasi ricorso alla violenza e alla tortura. Nelle sue dichiarazioni dei giorni scorsi, riprese largamente dai media argentini, Bignone sottolineava che i vescovi erano a conoscenza delle pratiche attuate contro gli oppositori politici. La Conferenza episcopale rileva che “è assolutamente falso ed inconcepibile mettere in relazione la Chiesa con questo tipo di crimine che è sempre stato condannato con chiarezza e con forza”. Inoltre i vescovi ricordano che nel 1972 avevano ribadito con un solenne e pubblico “pronunciamento” che “torturare per estorcere informazioni o confessioni, è sempre illecito, non solo quando si usa contro gli innocenti ma anche quando si pratica contro persone sospettate o riconosciute colpevoli di delitti politici o comuni”. Posizione ribadita in un altro comunicato del marzo 1995 del Consiglio episcopale permanente.