” “”Non è agevole intervenire in una società interconnessa e confusa come la nostra per indicare le linee di una ripresa globalmente umana. In crisi, infatti, non è una affermazione veritativa fra le altre, ma la stessa possibilità di giungere al vero e ai criteri dell’agire morale”: si è aperta con queste parole la riflessione del vescovo di Como, mons. Alessandro Maggiolini, svolta all’interno del pontificale per la solennità di Sant’Abbondio, patrono della città. Mons. Maggiolini si è interrogato sul “compito educativo della società”, rilevando che “essa oggi include numerosi filoni di pensiero non sempre tra loro componibili”. Da ciò le riflessioni sul “compito educativo dello Stato”, quelle sul ruolo della famiglia e delle “libere aggregazioni parascolastiche”, e le considerazioni conclusive sull’ “influsso (spesso dis)educativo della TV”. Riguardo allo Stato, il vescovo si è chiesto: “(lo Stato) può e deve astenersi dal comunicare qualsiasi veduta valoriale e schierarsi per un’assoluta neutralità in fatto di metafisica, di morale e di religione?”. Se così fosse, per mons. Maggiolini si impongono dei correttivi ad alcune scelte legislative (aborto, eutanasia, scempio di embrioni) in quanto “il lavoro educativo non potrà non staccarsi da quanto permette o impera la legislazione civile”.