” “Le Olimpiadi che si sono appena concluse hanno portato alla ribalta la “lezione” dei cosiddetti “sporti minori” o “dimenticati”: molto meno “vistosi” di quelli legati “ai soldi o al business”, ma in grado di catturare l’attenzione di milioni di spettatori, affascinati dalla “bellezza della perfezione e dell”eccellenza’ conquistata con fatica”. Ne è convinto mons. Carlo Mazza, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale del tempo libero e dello sport, che appena rientrato ad Atene racconta al Sir della “dignità” di quegli sport di cui “si parla solo una volta ogni quattro anni”, e che quest’anno hanno dato “simbolicamente” all’Italia (oltre alle altre) una medaglia all’apertura (col ciclismo) e un’altra in chiusura dei giochi (grazie all’oro della maratona). “La serietà, l’impegno tenace e continuo che portano frutto commenta Mazza ci sembrano sorprendenti perché non si conoscono l’enorme lavoro di tecnici e di atleti che sta alle spalle di questi risultati, e che ad Atene ha visto un salto di qualità, nato dal bisogno di ‘eccellenza’ proveniente dalla parte ‘povera’ e ‘popolare’ dello sport”. Le medaglie di Atene, per il direttore dell’Ufficio Cei, sono state una Lezione allo “sport più vistoso che non costruisce nulla”, dando “voce” così alla “fatica ” di “persone che vivono nell’oscurità per quattro anni, e che sanno dare un esempio di impegno anche civile e pubblico”. Senza contare la “lezione” che proviene da “giovani capaci di arrivare all’affermazione personale o di squadra pagando i prezzi che tale grande determinazione e continuità di impegno comporta: non si raggiungono obiettivi del genere con scorciatoie come il doping, ma con l’applicazione continua e quotidiana per raggiungere i massimi risultati stilistici e tecnici possibili”. Mazza conclude auspicando che i risultati olimpici possano essere “uno stimolo per lo sport praticato dalla base”, in continuità con l’attività che le associazioni sportive di ispirazione cristiana mettono in questo ambito, e che costituiscono spesso il “vivaio” dei campioni attuali.