“CLASSE ISLAMICA”: ISCRIZIONI RITIRATE, CORRADINI (UCIIM), CERCARE “STRADE NUOVE” PER LA “DIFFICILE INTEGRAZIONE”

” “Un “fatto grave”, che dimostra come sia sempre più urgente “trovare soluzioni innovative” per una “integrazione difficile”, ma “necessaria”, come quella tra cristiani e musulmani. Luciano Corradini, presidente dell’Uciim (Unione cattolica italiana insegnanti medi), commenta in questi termini al Sir l'”addio” al liceo Agnesi di Milano di 20 studenti islamici (17 ragazze e 3 ragazze), che hanno ritirato la loro iscrizioni dopo che il Ministero dell’Istruzione aveva dichiarato (il 13 luglio scorso) “incostituzionale” la richiesta di una “classe islamica” all’interno dell’istituto. Accogliere una richiesta del genere, spiega Corradini, “sarebbe stato un precedente pericoloso, che avrebbe configurato una sorta di diritto di apartheid”, ma fatti come la notizia di oggi dimostrano che “il problema è temporaneamente accantonato, ma non risolto”. “Chi si sente, anche se a torto, discriminato e respinto nella sua identità profonda, come certi islamici presenti nel nostro Paese, che non hanno ancora interiorizzato i valori profondi del nostro modello di convivenza – sostiene il presidente dell’Uciim –può innescare un processo di equivoci e risentimenti peggiori del danno derivante da situazioni di temporaneo compromesso”: di qui la necessità di “misurare la posta in gioco e considerare come si possano adottare al meglio i principi costituzionali, che sono stati scritti per salvarci dalla guerra e non per procurarcene un’altra”. La prospettiva adottata nel caso del liceo Agnesi, “non è l’unica maniera di considerare il problema”, ricorda Corradini citando il Forum europeo di Bruges (novembre 2002), in cui si invitavano gli Stati a “prestare particolare attenzione al ruolo delle scuole nell’integrazione dei minori con provenienze culturali distinte”. “Ciò che veramente occorre per il futuro – conclude – è che troviamo tutti il modo di integrarci in una umanità possibile, della quale nessuno conosce a priori tutte le chiavi”.