MORTE BALDONI: MONS. MAZZA (CAPPELLANO SQUADRA ITALIANA) "IN CAMPO PER LUI E PER NON TRADIRE LO SPIRITO OLIMPICO DI PACE"

La notizia dell’esecuzione del giornalista Enzo Baldoni, sequestrato il 20 agosto scorso dal sedicente Esercito islamico in Iraq “ha reso tristi i nostri atleti impegnati nelle gare. Tutti sono sinceramente colpiti dalla morte del giornalista italiano”. A dichiararlo al Sir è il cappellano della squadra italiana, mons. Carlo Mazza. “Si sta parlando – afferma il cappellano – dell’opportunità di non giocare la partita di oggi che vedrà in campo le nazionali di calcio italiana ed irachena. E’ lecito chiederselo dopo fatti del genere. Ma credo che si debba giocare soprattutto per rendere onore a Baldoni, uomo che credeva nella pace e nella solidarietà e per non tradire gli ideali olimpici di lealtà e di fratellanza tra i popoli”. Secondo mons. Mazza, “la partita, valevole per la medaglia di bronzo, tra Italia e Iraq assume un grande significato dal punto di vista simbolico. Lo sport – spiega – deve servire ad avvicinare i popoli e non ad allontanarli. Per questo la partita di oggi deve essere giocata nel rispetto delle regole, in lealtà e correttamente. Solo così può contribuire alla pacificazione, alla tolleranza e alla fraternità. Perché anche giocando si costruisce la pace e si edificano ponti e relazioni nuove”. “Tutti gli atleti olimpici italiani – conclude – sono vicini alla famiglia del giornalista Baldoni. Condividiamo con i familiari il dolore e preghiamo perché trovino la forza di continuare a promuovere quegli ideali di pace e di solidarietà vissuti fino in fondo dal loro congiunto”.