” “”Per i bambini abbandonati, in Italia, Magistratura e Servizi sociali tendono ancora a privilegiare l’inserimento in strutture di accoglienza come gli istituti, e a mettere in secondo piano affido e adozione”. La denuncia arriva da Donata Nova Micucci dell’Anfaa (Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie) intervenuta oggi al convegno “Le relazioni dell’accoglienza” dell’associazione Amici dei Bambini (Aibi), in corso a Bellaria (Rimini). La situazione attuale dell’affido in Italia è delineata dalla Micucci: “La legge 149 del 2001 puntualizza il valore della famiglia, di origine e, nei casi di necessità, di quella affidataria, ma questo principio molto spesso non è seguito dai Tribunali per i Minorenni. Per questo è necessario rafforzare la cultura dell’affido, anche attraverso il prezioso sostegno delle associazioni familiari attive su scala nazionale”. Anche per Valter Martini, responsabile del settore per la associazione Papa Giovanni XXIII, in Italia ci sono, ad oggi, “forti ostacoli allo sviluppo di affido ed adozione. Tempo fa il presidente di un tribunale per minori ricorda Martini ha collocato un piccolissimo bambino down in una struttura, nonostante ci fossero alcune nostre famiglie pronte ad accoglierlo. Di converso ci siamo sentiti rivolgere richieste per ragazzi di 16-17 anni. Ciò dimostra quanto l’affido, oggi, sia concepito in modo scorretto”. E conclude: “L’affido è ingabbiato in un tecnicismo di regole nazionali e regionali che sono così rigide da bloccare le famiglie che scelgono l’accoglienza”.