” “Lascia perplesso don Francesco De Luca, responsabile della Pastorale giovanile della diocesi di Napoli e incaricato dello stesso settore per la Conferenza episcopale campana, l’ordinanza del prefetto di Napoli, Renato Profili, con la quale si vieta, fino al 31 dicembre 2004, su tutto il territorio provinciale, la vendita ai minorenni di armi da punta e da taglio, “atti ad offendere la persona”. “In realtà spiega don Francesco , la decisione è stata presa su richiesta del sindaco di Napoli e questo è un elemento da non tralasciare. Esiste, infatti, un doppio modo in cui le istituzioni possono agire nei confronti dei cittadini: l’emanazione di leggi e la promozione di politiche”. “Mi sembra continua don De Luca che in Italia, come in Campania e a Napoli, si è deciso di non promuovere più le politiche giovanili, perché forse ci sono altri interessi da portare avanti, e si preferisce risolvere i problemi con ordinanze per contenere le situazioni difficili. Così, però, credo che i problemi si dribblino soltanto: le leggi ci sono, dovrebbero essere solo applicate”. Per il sacerdote, la questione è che “la Campania ha proprio rinunciato a fare un discorso di politica giovanile e non è solo in questa specifica situazione. Purtroppo, ci sono tantissime prove che la Campania ha abdicato alla sua opera nel settore giovanile affidandosi a diverse realtà, ma non a un vero e proprio associazionismo perché, altrimenti, ci sarebbero stati dei passi in avanti. A livello regionale e cittadino, ad esempio, hanno creato nel campo culturale e sportivo commissioni cui è delegato tutto”. (segue)