” “La vera delusione, per don Francesco, è che “l’invito al prefetto di emettere l’ordinanza venga dal sindaco di Napoli. Il prefetto, infatti, ha queste competenze, anche se, poi, fatta la legge, bisogna vedere se sarà rispettata: non so, infatti, se carabinieri e polizia riusciranno a fare controlli a tappeto, quando ci sono tante altre emergenze più gravi a Napoli e provincia. Resta il problema che il sindaco pensi di risolvere così la questione, quando si rende conto che un ragazzo è stato ammazzato con un coltello”. “Purtroppo prosegue don De Luca -, è sconfortante che non ci si preoccupi quando si verificano quotidianamente episodi di prepotenza e di microdelinquenza nelle scuole e per la strada, non si prendano in considerazione denunce da parte di enti o presidi di scuola su tali fenomeni e si cerchino, invece, soluzioni al problema solo quando ci scappa il morto. Ribadisco: è deludente che tutto si risolva da parte del sindaco non assumendosi la responsabilità della situazione ed aspettando, invece, gli effetti dell’ordinanza del Prefetto, mentre sarebbe necessario avviare delle politiche”. Oltretutto, a giudizio del sacerdote, la violenza giovanile e l’abitudine di camminare armati di coltelli “non sono problemi che si possono risolvere nel periodo estivo e non basta una semplice ordinanza. Sono sicuro, infatti, che a Napoli, come nei quartieri periferici e nell’area nord della città, non succederà che, da domani in poi, nessuno più avrà il coltello solo perché c’è stato il provvedimento del prefetto”. Manca, in realtà, secondo don De Luca, “non solo una politica giovanile, ma anche una cultura di prevenzione e l’idea di chiamare le realtà associative per un tavolo di confronto. Non per ritornare al passato, ma con Bassolino si realizzò un tavolo di lavoro del mondo giovanile, che ha prodotto grandi risultati, ma che, poi, è stato completamente dimenticato”. “Se questa è la scelta di operare nel campo giovanile conclude il sacerdote – non possiamo che costatare la situazione, ma non condividere per niente la linea progettuale, del tutto opposta alla nostra mentalità”.