” “L’assedio alla moschea di Najaf da parte delle truppe americane “non deve rappresentare un motivo per mettere in discussione il dialogo interreligioso. Non si tratta di un conflitto tra religioni”. E’ quanto sostiene al Sir don Elio Bromuri, esperto di dialogo interreligioso per il quale fatti come l’attacco alla moschea di Alì “rischiano di aggravare l’equivoco che si tratti di un attacco ad un principio religioso, rappresentato, appunto, dalla moschea, che per l’Islam non ha solo connotazioni religiose ma anche politiche, culturale e sociali”. “Il mondo musulmano aggiunge l’esperto – conosce bene le posizione del Vaticano e della Chiesa cattolica irachena circa la crisi e la guerra in corso e quindi solo la malafede potrebbe coinvolgere e mettere a repentaglio anche il dialogo interreligioso”. Secondo Bromuri un eventuale parallelo con l’assedio israeliano della Natività di Betlemme di due anni fa “è molto ardito”. “I palestinesi spiega – sono stati, in qualche modo, ‘ospiti’ dei religiosi nella basilica che hanno mantenuto l’ordine ed il rispetto all’interno. La moschea è invece un simbolo di lotta, di identità nazionale e religiosa, è un simbolo intorno al quale si possono coagulare visioni e interessi diversi. Se le motivazioni reali del conflitto sono diverse, quelle ideali vengono ricondotte a motivazioni religiose e al luogo simbolo della moschea. Un attacco a questo luogo sarebbe, dunque, molto preoccupante. Per questo occorre pregare affinché la crisi si risolva in modo incruento”.