” “”Trae in inganno l’opinione pubblica e fa accettare come lecito un intervento che resta grave”: è quanto afferma il teologo ed esperto di bioetica don Marco Doldi commentando la recente notizia del primo permesso per clonare embrioni umani, a fini terapeutici, concesso nei giorni scorsi dall’autorità britannica per l’embriologia e la fecondazione umana (Hfea) ad un gruppo di ricercatori dell’università di Newcastle. “Come si è saputo scrive il teologo in una nota pubblicata on line dal Sir – la procedura prevede la creazione di embrioni umani, mediante manipolazione, lo studio su di essi, sino al 14/mo giorno e la loro distruzione. La scelta del 14/mo giorno è dovuta al Rapporto britannico Warnock, che negli anni ’80, per permettere lo studio dell’essere umano nelle fasi iniziali del suo sviluppo, decretò in modo arbitrario che sino a quella data non saremmo in presenza di un embrione, ma di un ammasso di cellule”. Secondo Doldi “per la seconda volta l’autorità scientifica britannica inganna l’opinione mondiale, favorendo anche altrove crimini contro la vita umana. Non sono mancate voci di protesta a questo nuovo sopruso… In questo momento storico la voce della Chiesa risuona veramente controcorrente perché non è determinata da alcun interesse umano, economico o sociale. E, ancora una volta, è il Papa che con tutte le forze invita l’umanità ad un ripensamento. Lo fa per indicare dove stia il vero progresso dell’umanità”. Citando le parole del Papa ai giovani di Comunione e Liberazione, radunati a Rimini per il loro Meeting, Doldi ricorda che “forte è la tentazione di pensare che l’opera dell’uomo trovi in se stessa la giustificazione dei propri obiettivi. I risultati raggiunti dalla scienza e dalla tecnica vengono da molti considerati e difesi come ‘a priori’ accettabili. Si finisce così per pretendere che ciò che è tecnicamente possibile sia di per sé anche eticamente buono”. “Un pragmatismo conclude – che conduce alla presunzione di creare esseri umani mediante clonazione e poi distruggerli”.