CRISI ALITALIA: DON TARCHI, LA “PERSONA” VIENE SEMPRE PRIMA DI QUALUNQUE “RISTRUTTURAZIONE”

” “”Ogni disoccupato è un grave problema per il Paese”, perché “la persona viene sempre prima di qualunque ristrutturazione”, e i suoi diritti vanno garantiti e tutelati, in primo luogo impegnandosi a “trovare nuove soluzioni” per la “ricollocazione” dei lavoratori in esubero in un’azienda. Don Paolo Tarchi, direttore dell’Ufficio nazionale della Cei per i problemi sociali e il lavoro, interviene in questi termini sulla vertenza Alitalia, alla vigilia del “tavolo” di trattative che il governo e le parti sociali avvieranno da lunedì prossimo. “L’Alitalia è una delle ‘bandiere’ del nostro Paese, e il ‘made in Italy’ va preservato”, fa notare Tarchi, secondo il quale è “positiva” la notizia del “tavolo”, attorno al quale “occorre molta responsabilità da parte di tutte le parti coinvolte: imprese, sindacati, governo”. Scendendo nel dettaglio, il direttore dell’Ufficio Cei fa notare che “è vero che bisogna tener conto degli esuberi, ma è anche vero che forse siamo in ritardo con le nuove collocazioni dei lavoratori, soprattutto quelli che hanno famiglia e che fanno più fatica a ‘reinventarsi’ un nuovo percorso lavorativo”. Ciò non significa, precisa Tarchi, non tener conto dei criteri di “efficienza” e “professionalità” ai quali deve rispondere una grande azienda, ma comporta l’impegno, “nelle fasi di crisi, di garantire quegli ammortizzatori sociali che aiutino le persone coinvolte ad affrontare tale crisi in assenza di lavoro”. Una “formazione continua” che permetta di “tener conto del ritmo circolare tra formazione, lavoro e riposo”: questa una delle proposte del direttore dell’Ufficio Cei, secondo cui occorrerebbe anche pensare a una sorta di sistema di “crediti”, in base al quale nel circuito occupazionale “si tenga conto del passato lavorativo di una persona, in modo che se si perde il lavoro non si sia costretti a ‘ricominciare ogni volta da capo’”.