Domani l’adesione all’Ue di 10 nuovi Stati membri, “cambierà il volto dell’Europa”. L’auspicio è che la nuova Unione non sia solo “zona di libero scambio economico” ma “spazio in cui la solidarietà trova il suo giusto posto”. Lo chiedono i vescovi belgi in una dichiarazione diffusa alla vigilia del 1° maggio e firmata da mons. Jozef De Kesel, vescovo delegato del Belgio presso la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). Secondo l’episcopato belga, “questo allargamento, creando uno spazio di 450 milioni di abitanti, rappresentata una chance, nonostante i coraggiosi adattamenti socio-economici che richiede”. “Alcuni – scrive mons. De Kesel – vedono nell’Unione una semplice zona di libero scambio economico e altri si appellano per la creazione di una federazione politica. Senza entrare nel merito del dibattito, noi vogliamo ricordare che l’Europa deve innanzitutto diventare uno spazio di umanità e di spiritualità, in cui la solidarietà trova il suo giusto posto”. I vescovi si augurano che “la prima domanda che si scambieranno vecchi e nuovi Stati membri dell’Unione non sia, ‘quanto guadagni?’ ma piuttosto, ‘chi sei? E cosa hai da offrire come uomo?'”. “Con i nuovi Stati membro concludono i vescovi condividiamo già una storia e una civiltà. Da oggi, faremo parte di una stessa comunità di destino”. L’episcopato auspica che “questa comunità non dia vita a una Unione-fortezza di tutti gli egoismi, ma una Europa impegnata nella costruzione di un mondo più giusto e solidale. Che l’Europa nuova sia per il mondo un artigiano della pace”.