MISSIONI: CARD. SEPE E PADRE AGOSTONI, LE "SÉTTE" E IL PERICOLO DELL’"IGNORANZA RELIGIOSA"

Le sètte "sono delle cavallette, dove vanno distruggono". Lo ha detto il card. Crescenzio Sepe, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, rispondendo alle domande dei giornalisti nel corso della presentazione del Messaggio del Papa per la prossima Giornata missionaria mondiale. Interrogato circa i motivi che possono spingere alla "conversione" dei cattolici in zone del mondo come l’Africa, l’Asia o l’America latina, il porporato ha definito le sétte un "pericolo enorme" per la Chiesa, invitando comunque a "distinguere" tra "metodologie" molto diverse tra di loro. "Alle volte – ha commentato – bastano un po’ di soldi per fare proseliti". "La base fondamentale del potere di ‘contagio’ delle sétte è l’ignoranza religiosa tra i cattolici", gli ha fatto eco padre Tarcisio Agostoni, 84 anni di cui 43 passati in Africa come missionario comboniano in Uganda, citando tra le cause della diffusione delle sétte anche le numerose "calunnie" che circolano sulla Chiesa cattolica, basate su "accuse stereotipate da Medioevo". Tra le molte attività svolte da padre Agostoni in Africa, figura l’assistenza ai condannati a morti nelle carceri: "Circa il 35% per cento – ha raccontato –li ho trovati innocenti, e l’85% poveri". Alle domande dei giornalisti sull’"azione" della Chiesa a favore degli ostaggi in Iraq, il card. Sepe ha risposto: "Quando alla Chiesa viene richiesto di fare opera umanitaria, la fa sempre, ovunque e dovunque. Non so se in questo caso il patriarca caldeo sia stato interessato, ma se sì lo farà volentieri, come chiunque altro".