"Un disastro!" è il laconico commento di padre Umberto Barato, vicario latino di Nicosia (Cipro), all’esito del referendum, sabato 24 aprile, che ha respinto il piano, proposto dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, per la riunificazione dell’isola occupata militarmente dalla Turchia nell’estate del 1974. A votare ‘no’ con il 76% dei suffragi sono stati i greco-ciprioti mentre il 65% dei turco-ciprioti ha votato ‘si’. Ad entrare nell’Unione europea, il prossimo 1 maggio, sarà dunque, solo la zona greco-cipriota dell’isola. "La delusione è grande dice al Sir il vicario latino non credevo che la parte greca fosse così restia al piano di riunificazione. Una tale decisione ha radici profonde e non è casuale. Qui si insegna a diffidare, se non ad odiare i turchi, sin da bambini, già nelle scuole. A questo aggiungiamo le parole del presidente greco-cipriota dell’isola, Tassos Papadopoulos, "il piano non ci dava garanzie" ed ecco il risultato. La stessa chiesa greco-ortodossa aveva preso posizione contro il piano". Secondo padre Barato "la popolazione greca dell’isola non ha ben compreso il piano Annan recependone solo gli aspetti negativi". "Nessuno aggiunge ha mai detto che il piano delle Nazioni Unite era perfetto. Le due parti dovevano rinunciare a qualcosa, la politica ci insegna il compromesso e credo che quella predisposta dall’Onu fosse la soluzione migliore. Bisognava dimostrare maggiore volontà politica all’Europa e all’Onu. Si è persa una grande occasione. Ora la Grecia rischia un certo isolamento diplomatico mentre per la Turchia si potrebbe aprire un varco per i negoziati di adesione all’Unione europea. Il 65% dei turco-ciprioti ha detto ‘sì’ all’Ue".