"Intorno al 2020 ad abitare la terra saranno circa 8 miliardi di persone, un terzo delle quali accederà con fatica all’acqua potabile. Sarà questa mancanza d’acqua la causa scatenante di molte guerre". È quanto ribadisce mons. Giuseppe Chiaretti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, in una nota diffusa in occasione della Giornata ecumenica del creato, che prenderà l’avvio oggi a Perugia e terminerà il 29 aprile a Terni. La manifestazione, organizzata dalla Commissione per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, si svolge quest’anno in Umbria, d’intesa con la Conferenza episcopale umbra, ed è dedicata al "dibattuto e doloroso" tema dell’approvvigionamento idrico a livello mondiale. Oggi, alle ore 17 alla facoltà di agraria di Perugia, si terrà il convegno "L’acqua come problema sociale, economico e politico". Il 29 aprile a Terni si terrà l’iniziativa "Il giorno dell’acqua: le religioni per la difesa del creato", che vedrà la partecipazione di rappresentanti di diverse religioni, scienziati, giornalisti, scrittori e artisti. "Tutti constatiamo – spiega mons. Vincenzo Paglia, vescovo di Terni – che oggi il potere dell’uomo sulla natura è enorme e può giungere sino alla distruzione stessa del creato. Tra i problemi più drammatici sta emergendo quello dell’acqua, che però resta ignorato dai più. Le stesse Chiese sono ancora ai primi passi nell’approfondimento del tema".